Zoom

CORSA al vaccino antinfluenzale

Scritto da Ufficio Stampa

Richieste triplicate rispetto allo scorso anno e maggiore sensibilità al tema. Scatta la corsa al vaccino antinfluenzale dopo la pandemia da coronavirus dei mesi scorsi: in particolare le categorie più esposte, immunodepressi ed over 60, non possono correre il rischio di avere a che fare contemporaneamente con l’influenza e il covid-19; inoltre le autorità sanitarie suggeriscono a tutti di vaccinarsi per proteggersi dal virus influenzale, che presenta sintomi molto simili al SARS-CoV-2. Trapela comunque la preoccupazione che il numero di richieste superi quello delle dosi attualmente disponibili e che si generi un vero e proprio caos.

CMNews ha intervistato sul tema Pier Luigi Bartoletti, vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Roma e segretario provinciale della Fimmg Roma.  

Vaccini antinfluenzali, cosa cambia dopo il Covid?

Sicuramente rispetto agli anni passati è maturata finalmente la convinzione che vaccinarsi è importante, non solo per se stessi, ma anche per evitare che il sistema sanitario sia nuovamente vicino al collasso, come è accaduto nei difficilissimi mesi della pandemia. Naturalmente negli ultimi sei mesi, quindi dopo il covid, le richieste di vaccinazione da parte della popolazione sono sensibilmente aumentate. Dal mio punto di vista la campagna sui vaccini antinfluenzali rappresenterà anche un banco di prova importante per il futuro vaccino anti coronavirus.

Per quali fasce d’età scatterà l’obbligatorietà?

Per le categorie a rischio, quindi anziani ed immunodepressi, alle quale aggiungerei anche le persone in sovrappeso. Ma in generale credo che dai 40 anni in poi sia opportuno vaccinarsi. Inoltre lo stesso dovrebbero fare tutti quelli che in questi mesi hanno già avuto delle complicanze con il coronavirus. La Regione Lazio ha fin da subito imposto l’obbligatorietà del vaccino antinfluenzale per over 60 e personale sanitario. Saranno organizzate delle giornate vaccinali per avere una copertura più estesa possibile.

Ad oggi che tipo di copertura si stima? Ci sono dosi sufficienti per tutti?

Nel Lazio abbiamo ordinato 2,4 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale quindi le coperture ci sono. Ma vorrei ricordare anche l’importanza del vaccino anti-pneumococco. Consigliamo quindi di prevenire il più possibile anche le patologie respiratore, che sono strettamente legate al virus. In generale, da qui a qualche settimana, ci aspettiamo una vera e propria corsa al vaccino quindi dobbiamo farci trovare pronti.

Come valuta il nuovo aumento di contagi dopo l’estate?

Nel Lazio la situazione è sotto controllo perché rispetto a prima si fanno molti più tamponi e contact tracing. Il problema vero che potremmo dover affrontare è quello legato agli asintomatici che hanno una carica virale molto alta; lo abbiamo già visto con l’ondata di persone tornate dalla Sardegna quindi siamo certi affermare, senza poter essere smentiti, che ad oggi l’unica misura che funziona è il distanziamento. Chi in questi mesi ha mantenuto comportamenti in linea a questi principi, ha evitato il contagio; chi si è lasciato andare, spesso paga le conseguenze. Sono aumentate le patologie respiratorie, seppur con percentuali non disastrose come quelle della scorsa primavera. Ma le regole non sono cambiate: distanza, uso di mascherina, sanificazioni ed igiene delle mani devono valere per tutti. Il virus ci ha insegnato che non sono a rischio solo gli anziani, ma questa malattia può colpire chiunque, indistintamente.