Cultura è salute

L’ARTE IN SALA D’ATTESA: la forza del bello

Riconsiderare lo studio dentistico come un luogo accogliente e confortevole, attraverso l’esposizione di opere artistiche, che permettano al paziente di sentirsi a casa. Con questo obiettivo il dottor Roberto Alessandrini ha “trasformato” il suo studio odontoiatrico di Porto Sant’Elpidio in una sorta di galleria d’arte, con innumerevoli benefici su paziente e medico.

Com’è nata questa idea così originale?

L’idea di base è sempre stata quella di creare una sala d’attesa il più confortevole possibile per i miei pazienti; partiamo dal presupposto che, quando si va dal dentista, si avverte sempre uno stato di tensione molto alto, non si è mai nelle migliori condizioni, non ci si riesce a rilassare. Si è agitati e molto nervosi. Proprio per questo ad un certo punto ho pensato di voler creare un ambiente, ovvero la sala d’attesa, che aiutasse i miei pazienti a sentirsi come a casa quindi in assoluta distensione. Per questo abbiamo scelto una serie di quadri molto belli e li abbiamo posizionati sulle pareti. La sensazione è quella di entrare in una vera e propria galleria, di assistere ad una mostra. Il successo è stato da subito molto grande.

Chi vi aiuta nell’esposizione delle opere?

Esponiamo quadro di alcuni artisti di zona, quindi delle Marche, anche per dare visibilità alle eccellenze locali. Queste persone sono professionisti molto preparati, alcuni di loro vengono anche dalle zone terremotate, quindi ci sembrava importante sia poter “usufruire” del loro talento, sia a nostra volta dar loro un’opportunità per emergere e farsi conoscere. Lo studio odontoiatrico è stato aperto nel 2017 ed il progetto ci ha accompagnato fin dall’inizio perché ci credevamo molto. Quindi in concomitanza con l’attività di dentista ho sempre proposto ai miei pazienti questo spazio dove rilassarsi e stare bene.

Che tipo di risposta ha avuto dai suoi pazienti?

Sono appassionato di cultura in generale, non di arte nello specifico, ma mi piace il bello, apprezzo l’estetica e credo enormemente nella sua funzione terapeutica. Ho sempre sostenuto che, se si stimolano tutti e cinque i sensi in modo positivo, questo processo avrà degli evidenti vantaggi anche dal punto di vista anche medico perché il paziente sarà più predisposto. Per questo in studio usiamo anche degli oli essenziali, che emanano odori davvero molto gradevoli, e proponiamo anche buona musica rilassante in sottofondo. Tutte queste cose, messe insieme, creano le condizioni ideali non solo a beneficio del paziente, ma anche del medico che avrà davanti una persona maggiormente collaborativa.

Lei ha aderito al portale “Cultura è Salute”. Cosa ne apprezza particolarmente?

Mettere in contatto le associazioni e il mondo medico è importantissimo e allo stesso tempo molto ambizioso. Il mondo medico, ad oggi, è ancora un po’ chiuso nei confronti di queste realtà e, di conseguenza, risulta sempre restio nell’intrecciare questo tipo di collaborazioni. Al contrario bisognerebbe considerare di più chi propone cultura e modelli culturali all’interno delle strutture ospedaliere. L’intreccio tra medicina e cultura finora è sempre stato saltuario e mai radicato, ma sul nostro territorio ci sono moltissime realtà che fanno un lavoro straordinario e questo portale può finalmente dar loro la giusta visibilità.

A cura dell’Ufficio Stampa Club Medici